ABUSI EDILIZI: LA RECINZIONE DI UN TERRENO PRIVATO NON E’ UN INTERVENTO DI NUOVA COSTRUZIONE SUBORDINATO AL PREVIO RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE. NOTE A MARGINE DI TAR LAZIO ROMA, SEZ. I QUATER, SENTENZA 27 MAGGIO 2013, N. 5276

Con la sentenza in commento il Tar Lazio, sede di Roma, è intervenuto nel tanto discusso tema degli abusi edilizi e della loro definizione.

Il caso di specie riguarda l’impugnazione di una ordinanza comunale con la quale era stata intimata la sospensione dei lavori e la conseguente demolizione di opere ritenute abusive, consistenti nella posa in opera di una recinzione costituita da paletti di ferro e rete zincale romboidale.

Si trattava, dunque, di stabilire se la realizzazione di una recinzione composta, come nel caso in oggetto, da struttura in metallo e non da materiali murari rientrasse o meno nelle opere per le quali è necessario il previo rilascio del permesso di costruire.

Ebbene, il Tar Lazio, richiamando precedenti pronunce giurisprudenziali in materia, ha precisato che “le opere di recinzione di terreno privato non si configurano come nuova costruzione, per la quale è necessario il previo rilascio di permesso di costruire, quando, per natura e dimensioni, rientrino tra le manifestazioni del diritto di proprietà, comprendente lo ius excludendi alios o, comunque, la delimitazione e l’assetto delle singole proprietà. Tale è il caso della recinzione eseguita senza opere murarie, costituita da una semplice rete metallica sorretta da paletti in ferro, la quale costituisce installazione precaria e non incide in modo permanente sull’assetto edilizio del territorio”.

Al contrario, rileva ancora il Tar Lazio, “è richiesto il permesso di costruire quando la recinzione determina una irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi, come nel caso di recinzione costituita da un muretto di sostegno in calcestruzzo con sovrastante rete metallica o addirittura inferriata sovrastante il muro al quale poi s’incardinano cancelli”.

Si è chiarito, quindi, che per l’apposizione di una rete metallica con paletti di ferro con caratteristiche di precarietà e senza trasformazione effettiva dello stato dei luoghi, non è necessario alcun permesso di costruire.

Tali opere, infatti, rientrano “nella portata residuale degli interventi realizzabili con il regime semplificato della d.i.a.”, ex art. 22 Testo Unico dell’Edilizia.

Da questo ne consegue che, qualora per le opere in oggetto manchi tale adempimento, può essere erogata unicamente una sanzione pecuniaria, ex art. 37 t.u. edilizia ed è illegittimo l’ordine di rimozione o demolizione, ex art. 31, il quale è applicabile esclusivamente per l’esecuzione di interventi in assenza di permesso di costruire, in totale difformità del medesimo o con variazioni essenziali.

Per ultimo, poi, nella sentenza in commento è stato affrontato anche un altro aspetto.

La necessità o meno del nulla osta paesaggistico qualora l’opera, come nel caso di specie, insista in un’area assoggettata a vincolo a tutela delle bellezze paesaggistiche.

Il Tar Lazio ha chiarito che, qualora la recinzione sia costituita da una semplice rete metallica e da paletti infissi nel terreno, senza l’intervento di opere murarie, è irrilevante che essa sia stata realizzata senza il nulla osta in area vincolata, in quanto “trattandosi di opera priva di apprezzabile impatto ambientale”.

La sentenza 5276/2013 del Tar Lazio, sez. I quater, è da segnalare proprio per la chiarezza con la quale i giudici hanno definito la regola che consente di scindere le due diverse situazioni che si vengono a creare laddove si provveda a realizzare una recinzione metallica o una muraria.

I giudici, infatti, ci segnalano che necessario è considerare due diversi parametri:

·         natura dell’opera, consistenza e dimensioni

·         destinazione e funzione.

Si ritiene utile questa ulteriore pronuncia nella materia in commento perchè molto spesso, qualora si decide di porre in essere delle opere nella propria proprietà, può sorgere qualche incertezza sul giusto procedimento da adottare e sul giusto provvedimento da chiedere alla Pubblica Amministrazione. Molte norme, infatti, possono creare qualche dubbio in chi si appresta a realizzare degli interventi che ricadono nel loro ambito di applicazione.

Per tale ragione si ritengono di grande rilievo pronunce come quella in oggetto che in maniera chiara introducono criteri lineari da seguire in materie spesso ostiche.

Avv. Giulia Liliana Monte

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